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Home V > VALLO DELLA LUCANIA Pattano
| Capoluogo |
Vallo della Lucania
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| Frazioni |
Angellara, Massa, Pattano |
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Coordinate |
40°14'0"N 15°16'0"E |
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Altitudine |
380 m s.l.m. |
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Superficie |
25 km² |
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Densità |
353 ab./km² |
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Abitanti |
8.855 (1° marzo 2009) |
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Nome Abitanti |
Vallesi |
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C.A.P. |
84078, 84040, 84050, 84060 |
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Pref. Telefonico |
0974 |
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Codice ISTAT |
065154 |
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Codice Catasto |
L628 |
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Class. Sismica |
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Class. Climatica |
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Santo Patrono |
San Pantaleone |
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Giorno Festivo |
27 Luglio |
| (n.b.: per altre festività, sagre ed eventi cittadini, consultare la sezione dedicata a tutti gli Eventi del Cilento e visualizza i contenuti per città). |
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Ospedale Via Francesco Cammarota - (0974 711111)
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ASL & Ambulatori Via Francesco Cammarota - (0974 711111) Via Angelo Rubino - (0974 2168) P.zza Santa Caterina - (0974 4097) Via Periotti - (0974 4422) Via Mainente - (0974 717081)
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Farmacie Corso Umberto I - (0974 4267) Piazza Vitt. Emanuele, 27 - (0974 72036) Via Roma, 6 - (0974 4984)
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Carabinieri - Comando Compagnia Via A. Rubino, 321 - (0974 4425) Via A. Rubino, 321 - (0974 4993)
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| Geografia : |
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È situato al centro del territorio cilentano in una valle circondata da colline che degradano verso il Mar Tirreno, il territorio del comune è delineato a Est dal monte Gelbison e a Ovest dal monte Stella. Ha uno scalo ferroviario di RFI S.p.A. (denominato "Vallo della Lucania - Castelnuovo") situato tra i comuni di Casal Velino e Castelnuovo Cilento.
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| Storia : |
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L’antico nome di Vallo della Lucania era, secondo lo storico Giuseppe Maiese, Castrum Cornutum, dal luogo di origine dei suoi fondatori, che, provenienti da Cornutum, città della Dalmazia, vi giunsero non più tardi del secolo IX. Se la prima menzione sul Casale dei “Cornuti” risale a due pergamene del secolo XIII, ritrovate nella Badia di Cava, già un documento del 1052 – come evidenzia l’Ebner – parla di un “loco cornito”, che, per le caratteristiche di nodo viario accessibile e di fiorente polo di sviluppo economico, è residenza di un funzionario longobardo, delegato dal governo centrale nell’amministrazione politico-giuridica-militare della zona. Al suo nome – Castrum Cornutorum – appare verosimile, secondo il Rossi, sia collegato l’appellativo carniculari attribuito ai capi del presidio romano, funzionari nell’amministrazione periferica. In realtà Vallo era costituita da due casali – Spio e Cornuti (o Vallo) – divisi da un fiume attraversato da due ponti, poi ricoperto nel tratto antistante il Municipio, nell’odierna piazza Vittorio Emanuele. Lo sviluppo del borgo (costituito da una serie di fondi rustici, appartenenti ai signori della baronia di Novi) si ebbe, alla fine del secolo XV, quando esso passò sotto il dominio della Santa Casa dell'Annunziata di Napoli. Dopo il secolo XVI, durante il quale si registrò una continua ascesa economico-sociale, nel corso del 1600, nonostante le continue carestie e la peste che aveva distrutto intere popolazioni, Spio e Cornuti assestarono il loro ruolo di rilievo nell’ambito dello Stato di Novi. Nel secolo XVIII il paese mutò il nome originario in Vallo di Novi. In quest’epoca raggiunse la sua massima prosperità grazie alla lavorazione della seta e del cuoio. Con queste attività e con l’istituzione del mercato, Vallo divenne un centro ricchissimo, e poté salvarsi dalle varie carestie che si susseguirono in quel secolo, tra cui quella, tremenda, del grano del 1764. Per opera del clero, sul finire del secolo XVIII, assunse il ruolo di fiorente centro culturale, con la fondazione di scuole di teologia, filosofia e grammatica. Nel 1806, sotto il governo francese, fu designato capoluogo di distretto; nel 1808 - per volere di Gioacchino Murat - i Casali di Massa, Angellara e Pattano furono annessi al Comune di Vallo, nato dall’unificazione dei due storici casali, come rappresentato nello stemma del comune, che raffigura nella parte superiore un cuore squarciato da due mani (Corinoti), e in quella inferiore una torre con sentinella (Spio). Nel 1809 furono istituite le scuole pubbliche, e Vallo fu elevata a sede di Sottointendenza e di Consiglio Distrettuale. Nel 1850 fu inaugurato il Tribunale circondariale e nel 1851 vi si stabilì l’omonima Diocesi. A partire dai moti del 1820-21, passando per quelli del 1828 e del 48, fino all’epopea garibaldina, Vallo della Lucania rappresentò l’anima e il centro propulsore di ogni iniziativa patriottica e rivoluzionaria. Dal 1859 al 1927 è stato capoluogo dell'omonimo circondario e dell'omonimo mandamento. Dopo l’Unità d'Italia, si registrò una lieve crisi economica, dovuta alla forte crescita demografica, al non sempre fiorente andamento del settore commerciale e dell’artigianato, alla difficoltà dei piccoli coltivatori di sostenere la pressione del latifondo. Tutto ciò favorì l’esodo dei cittadini vallesi verso il continente americano, ormai meta agognata e sogno di buona parte della gioventù cilentana. Questo fenomeno, eccetto nella parentesi di forzata interruzione del periodo fascista, durerà fino agli anni sessanta. Oggi, Vallo della Lucania, proclamata recentemente Città con un decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con le frazioni di Massa, Angellara e Pattano, conta un numero di abitanti pari a 8.855 unità, e si può definire come il centro commerciale e di servizi più importante del Cilento. In promiscuità con i comuni di Novi Velia e Cannalonga, Vallo detiene la proprietà territoriale del monte Gelbison, montagna sacra, che vanta uno dei luoghi di culto più rinomati del Meridione, il Santuario della Madonna di Novi Velia. Questo antichissimo santuario basiliano si trova a soli 20 chilometri di distanza da Vallo, ad un’altezza di 1700 m, ed è meta ogni anno di migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia [senza fonte]. Il 28 novembre del 2008 è ricorso il bicentenario dell'istituzione del comune, avvenuta ad opera dall'allora re di Napoli Giuseppe Bonaparte. Il toponimo originale era semplicemente "Vallo", mentre il suffisso "della Lucania" venne aggiunto soltanto dopo l'Unità d'Italia quale richiamo forte ed esplicito alle origini storico-culturali della città, etnograficamente lucana a tutti gli effetti. Il comune ha recentemente deliberato per il referendum correlato al Progetto Grande Lucania.
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| Turismo : |
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Oggi Sapri è una cittadina a vocazione prevalentemente turistica, molto recettiva d'estate. Può vantarsi di essere uno dei centri turistici più rinomati e ben frequentati del Cilento e dell'intera Campania. Si fregia da ormai oltre un decennio dell'ambita Bandiera Blu FEE. Per il 2007 ha ottenuto il 3° posto in Campania (27° in Italia) nella classifica stilata da Legambiente nella "Guida blu" (ottenendo ben 4 Vele), dietro Pollica e Positano. Inoltre si è piazzata al 12° posto tra le migliori località balneari d'Italia, nella speciale classifica stilata dal settimanale Gente. Anche per il 2009 è stata confermata la "Bandiera BLU": il prestigioso vessillo sventola stabilmente sullo scoglio dello scialandro.
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| Siti Archeologici : |
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Insediamenti abitativi sono stati rinvenuti in diversi siti del territorio limitrofo all'abitato saprese, in particolare alla località Carnale e alla località Viole. Non si hanno, poi, tracce di edifici o insediamenti di particolare rilievo fino all'epoca dell'impero romano, quando viene edificata un'imponente villa marittima, munita di approdo, terme, teatro e mosaici di elevata qualità artistica (questi osservati prima della loro distruzione). Dell'edificio sono rimaste tracce su una vasta area in loc. Cammarelle (toponimo dell'area assunto dai depositi della villa, adiacenti al porto romano). All'inizio del secolo scorso era attiva in zona una "carcara", utilizzata per la produzione di calce. Questa presenza può lasciar supporre che con un'opera di "lodevole" riciclo, le imponenti strutture della villa siano state utilizzate come cava di pietra e ridotte in calce. L'unica consolazione alla perdita di tale storica residenza, può essere determinata dalla poetica consapevolezza che numerosi edifici di Sapri possiedono, forse, nelle loro mura, parte della villa romana e della sua storia.
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| Economia: |
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La Città riveste un ruolo rilevante nel territorio del Cilento per il quale ha assunto, negli anni, sempre più importanza in qualità di centro amministrativo ed economico. La sede della curia vescovile e degli uffici, presso il palazzo Mainenti, del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, fanno di Vallo della Lucania il più importante centro cilentano. Sede del tribunale e del carcere giudiziario, nonché del polo ospedaliero "San Luca", il più grande nosocomio cilentano. Sono anche presenti scuole materne, elementari e medie oltre a tutti i licei e scuole superiori
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La Cattedrale di San Pantaleone
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Piazza Vittorio Emanuele II |
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Corso Roma |
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La Fontana dei Quattro Leoni |
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Il Santuario della Madonna di Novi Velia |
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Ferroviari |
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La Stazione Ferroviaria di Vallo della Lucania, sulla linea ferroviaria Salerno - Reggio Calabria, è servita da numerosi treni, con fermata giornaliera che percorrono la direttrice Torino/Milano - Reggio Calabria, e tra cui alcuni Eurostar Italia. Ci sono anche diretti che fanno linea Napoli o Salerno - Sapri che fanno fermata ad Agropoli, con frequenze raddoppiate nel periodo estivo.
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Stradali |
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SuperStrada Bussentina che porta a Vallo della Lucania da Policastro Bussentino per chi arriva da Sud e Agropoli per chi Arriva da Nord.
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Vedi anche:
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