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Home C > CICERALE Monte Cicerale
| Capoluogo |
Cicerale
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| Frazioni |
Monte Cicerale |
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Coordinate |
40°21'0"N 15°8'0"E |
• |
Altitudine |
475 m s.l.m. |
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Superficie |
41,12 km² |
• |
Densità |
33 ab./km² |
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Abitanti |
1.278 (1° marzo 2009) |
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Nome Abitanti |
Ciceralesi |
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C.A.P. |
84053 |
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Pref. Telefonico |
0974 |
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Codice ISTAT |
065042 |
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Codice Catasto |
C676 |
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Santo Patrono |
San Giorgio |
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Giorno Festivo |
19 Agosto |
| (n.b.: per altre festività, sagre ed eventi cittadini, consultare la sezione dedicata a tutti gli Eventi del Cilento e visualizza i contenuti per città). |
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ASL & Ambulatori (0974 831312)
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Farmacie Via Roma, 62 - (0974 834077)
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Enel Informazioni - (800 900800) Guasti - (803 500) |
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Acquedotto
Guasti - (0974 834021)
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Polizia Municipale (0974 834021)
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| Storia: |
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L’origine del toponimo Cicerale è verosimilmente spiegata dal motto che campeggia nello stemma comunale: Terra quae cicera alit, “Terra che nutre i ceci”. Percorrendo l’antica via Poseidonia, che da Paestum si snoda attraverso il Cilento, si giunge a Cicerale, borgo d’origine medievale che domina fieramente sul corso del fiume Alento. Il paesaggio circostante,pervaso dalla rigogliosa e incontaminata Macchia mediterranea, custodisce i suggestivi segni della storia: le vestigia delle civiltà classiche, gli antichi eremi bizantini e benedettini, le aspre fortezze longobarde e le austere torri normanne. Il risultato è un’inedita combinazione tra il fecondo riserbo dei luoghi e la spudorata bellezza della natura: un richiamo irresistibile per i conquistatori del passato e per i turisti di oggi. La prima notizia del borgo di Cicerale si ritrova in un documento del 1461, anno in cui Ferdinando I d'Aragona sottrasse il feudo alla famiglia Capano per concederlo ai Sanseverino, nobile casata di origine normanna. Probabilmente, il nucleo primitivo del paese sorgeva in località Bocca di fava e si chiamava Corbella; il piccolo centro fortificato subì le asprezze sia della guerra del Vespro sia della congiura dei Baroni: ancora oggi si possono vedere i ruderi del castello situato in vetta al Monte Battaglia, lungo il versante del Monte Sant’Andrea, a nord di Cicerale. La posizione strategica del borgo Ciceralensis, di diretto controllo sulla viabilità tra la piana di Paestum e quella di Velia, ne consentì la sopravvivenza attraverso i secoli e nonostante i cambi di feudatari. I Sanseverino affidarono il borgo ai Gentilcore; nel 1636 esso passò ai Carafa, in seguito al ramo dei Carafa-Primicile che lo mantennero fino al 1806, data di abolizione della feudalità. Il nobile passato, la vitalità e l’operosità di Cicerale trovano il loro simbolo nel santo patrono: Giorgio, l’indomito cavaliere che vinse un orribile drago nel segno di Cristo. Inoltre, il nome del santo deriva dal greco gheorgòs, “contadino”, e sembra richiamare un’altra “gloriosa” tradizione del paese: i ceci, talmente unici e gustosi da meritare un accurato disciplinare di produzione che impone la coltivazione biologica certificata AIAB (Associazione Italiana Agricoltura Biologica). (Notizie dal sito del Comune di Cicerale)
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| Economia: |
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Si producono cereali, olive, uva da tavola e ortofrutticoli. Attivo è il commercio di bestiame e fichi secchi, che vengono anche esportati.
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| Gatronomia: |
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Grazie al suo salutare legume, Cicerale è entrato a far parte dell’autorevole associazione “Città dei sapori”, che seleziona e raccoglie il meglio della cucina italiana. Pertanto, il cece di Cicerale, ricco di potassio, fa bella mostra di sé accanto al prosciutto San Daniele e ai salumi di Norcia. La tradizione culinaria è varia e genuina, nel pieno rispetto della dieta mediterranea, e s’ispira al motto “mangiar bene per vivere meglio”: la lezione del nutrizionista americano Ancel Keys, vissuto molti anni nel Cilento per studiare le sane abitudini alimentari della popolazione. La preparazione dei piatti rispetta le antiche ricette caserecce e impiega solo ingredienti freschi, provenienti da coltivazioni ed allevamenti biologici. La pasta è fatta a mano come una volta; il pane e i biscotti indorano la loro crosta nel forno a legna; l’olio extravergine d’oliva e i vini hanno i colori e i profumi della Macchia mediterranea. La ristorazione, soprattutto quella praticata negli agriturismi, è di altissimo livello e lo testimoniano la freschezza dei prodotti impiegati, la qualità dei piatti e i riconoscimenti ottenuti. La tavola della tradizione cilentana è ricolma di leccornie: prosciutto, capicollo, soppressata, salsiccia di propria produzione, formaggi freschi e stagionati, crostini con paté di ortaggi, verdure grigliate e saltate in padella, zuppe di farro e cereali, ceci in tegamino, fussidi e cavatieddi al ragù di castrato. Antichi sapori rivisitati con brio sono i ravioli alla crema di ceci e la polenta mista di farina di mais e farina di ceci arricchita con funghi. I dolci, poi, sono quelli delle nonne: biscotti al miele, zeppole, castagnole, struffoli, ceci zuccherati, torte e confetture casalinghe. Al di sopra di tutto c’è l’«acqua sale» – pane biscottato e pomodori, con olio e sale – il buon gusto della sana colazione contadina. (Notizie dal sito del Comune di Cicerale)
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Il Comune di Cicerale fa parte di: |
- Comunità Montana Zona Alento Monte Stella
- Regione Agraria n. 8 - Medio Calore
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| Collegamenti, Infrastrutture e Trasporti: |
Linee Ferroviarie |
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Stazioni ferroviarie di Vallo della Lucania e di Agropoli.
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Strade e Autostrade |
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Dalla SP430 a circa 20 KM da Agropoli e a circa 30 KM da Vallo della Lucania troviamo Cicerale;.
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