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La prima parte del nome di questo paese situato nel versante nord del monte Bulgheria, si riferisce alle abitazioni dei monaci italo-greci (celle), che popolarono il territorio a cominciare dal VI-VII secolo dopo Cristo fino all'anno Mille circa. Tra questi religiosi, ricordiamo san Nilo, che con tutta probabilità sostò proprio in un eremo (cella) in prossimità della montagna prima di raggiungere il cenobio di san Nazario; invece, c'è notizia che san Nicodemo fece un lungo romitaggio sul monte Bulgheria e nelle sue prossimità. Contemporaneamente alla presenza di questi monaci ci fu quella dei longobardi (Longobardia Meridionale); di questa dominazione, rimangono tracce soprattutto di natura toponomastica; infatti, molti terreni cellesi hanno nomi chiaramente longobardi: Castaldo, Lammardi, Lammierti, Morigialdo…Ma il territorio cellese era abitato anche in precedenza, perché recentemente, nella periferia nord-est del paese, è stato individuato un vicus romano che ebbe continuità abitativa fino al IV-V secolo dopo Cristo; questo sito archeologico, ancora tutto da studiare, è caratterizzato da una grande abbondanza di ceramica superficiale di diverse epoche e di diversa provenienza, sicché si è ipotizzato che il vicus inglobasse, oltre a delle fornaci, anche qualche importante deposito, e questa ipotesi è confortata dalla circostanza che l'insediamento si trova lungo l'antica via romana Buxentum-Velia, che metteva in comunicazione Policastro con Velia, passando anche per la Molpa (Palinuro). Questo antico insediamento fu, con molta probabilità, distrutto da pirati saraceni all'epoca della caduta dell'Impero Romano. Durante tutto il periodo delle invasioni barbariche, il territorio cellese fu meta di migrazioni da parte di genti di provenienza orientale, soprattutto bulgari, i quali probabilmente diedero anche il nome alla montagna (Bulgheria). Come insediamento di una certa organizzazione edilizia (non più rudimentali celle monastiche ma abitazioni civili un poco più complesse), Celle nasce intorno al XV secolo; politicamente, esso fu un casale dell'Università di Roccagloriosa, e quindi dipendente in tutto e per tutto da questo vicino centro più importante, che fu anche sede di signori feudatari a partire dalla metà del Cinquecento. Soltanto nella metà del Settecento il casale di Celle divenne indipendente dall'Università di Roccagloriosa; questo processo di indipendenza durò molti anni e si verificò grazie alla presenza in Celle della importante famiglia De Luca, che vi si era trasferita da Policastro nella metà del Seicento, non sappiamo se per motivi di difficile convivenza politica con la prepotente famiglia dei Carafa, per l'epidemia di peste, oppure a causa delle frequenti incursioni saracene a danno della cittadina marittima. L'esponente più importante di questa nobile famiglia dei De Luca, ma anche della storia cellese, rimane il canonico Antonio Maria De Luca; esponente di primo piano della Carboneria meridionale, il Canonico fu tra i più importanti cospiratori antiborbonici fin dalla rivoluzione del 1799. Ma il nome di quest'uomo, dalle capacità organizzative e politiche eccezionali, è legato ai moti cilentani del 1828, che furono un disperato tentativo rivoluzionario per destabilizzare la monarchia borbonica. Purtroppo, l'esito della rivolta fu nefasto e si concluse con il massacro dei ribelli, che furono in gran parte o ferocemente decapitati o fucilati; fu fucilato anche lo stesso canonico De Luca, a Salerno. Ritornando al nome del paese, la seconda parte (Bulgheria, denominazione della montagna) fu aggiunta a "Celle" dopo l'unità d'Italia per distinguerlo dalle non poche località della Penisola che anch'esse si chiamavano Celle, pertanto venne fuori "Celle Bulgheria"; poi, in epoca fascista, fu aggiunto il "di", e la denominazione attuale e corretta è "Celle di Bulgheria". Per quanto riguarda il paesaggio, Celle di Bulgheria offre soprattutto la vista imponente del Bulgheria, una catena montuosa ricca di grotte (alcune rappresentarono i primi rifugi dei monaci italo-greci) e dalla sagoma molto particolare che ricorda un "leone dormiente"; suggestivi sono anche gli uliveti, che degradano dal monte a valle, con un effetto cromatico che rasserena lo spirito. Il centro antico mostra ancora le tracce di una caratteristica struttura 'a corte' richiamante l'organizzazione abitativa longobarda; la cattedrale, dedicata a Maria SS delle Nevi, è impreziosita dalle opere del De Mattia e da oggetti sacri di notevole pregio, tra i quali si ricordano la statua lignea dell'Immacolata Concezione e un crocefisso argenteo del XVII secolo. Tra i palazzi signorili, di maggiore interesse storico è quello della famiglia De Luca in località Crocevia.
Personalità legate a Celle di Bulgheria - Antonio Maria De Luca, canonico, organizzatore dei moti del Cilento del 1828. - Bruno De Luca, professore ordinario dell'Università Federico II di Napoli. - Salvatore Venuta, oncologo di fama internazionale,professore ordinario, fondatore e rettore dell'Università di Catanzaro. - Domenico Guida, geologo, docente dell'Università di Salerno.
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